Il caffè di Mariaelena
E’un sabato pomeriggio di sole che vado a trovare Mariaelena nella sua nuova casa al Bihuju, di fronte al cancello ovest del parco di Chaoyang. Ci vivono un sacco di italiani lì, tra cui Jingyi e la sua amica, e Yao con Alberto. La casa è luminosa e molto più intima di quella precedente nel quartiere russo, e Mariaelena mi accoglie con la base dell’ospitalità italiana, una cosa che era scomparsa dalla mia memoria da settimane. Il caffè.
Lo bevo distrattamente, ma appena il liquido nero viene a contatto con la mia lingua, la mia memoria sensoriale esplode ed è come se un mondo intero mi si aprisse. Il caffè fatto con la moka. Quasi mi commuovo. Mariaelena mi vede e si mette a ridere come una matta. Sì, era tanto che non bevevo un caffè fatto come si deve.
Incomincia con questa esperienza il mio periodo di attesa per la partenza: tra meno di un mese sarò di nuovo a casa, a Milano. Mi sento come Bilbo che pensa alla sua caverna hobbit e alla cuccuma che fischia sul fuoco.

1 Comments:
L'odore della Cina non si descrive con le parole! È una questione di memioria lo si sente quando si guarda la TV, quando si legge una notizia sui giornali, lo si sente tra la gente. Ma non è il naso che lo trasmette! È una proiezione sensitiva della mente che toglie le belle parole e lascia gli aneddoti o le battute che si fanno quando si vine in quei luoghi!
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