Viaggio in Occidente
E’ la metà di maggio quando mi preparo a compiere uno dei grandi viaggi di perlustrazione del mercato per la mia azienda, e questa volta la meta è la Cina Occidentale, quell’enorme estensione di Asia che è stato oggetto della mia tesi di laurea. Francamente non avevo mai pensato che ci sarei andato, e invece ora eccomi qui, in partenza con un trolley strapieno di completi eleganti per un periodo di due settimane che mi porterà a Wuhan, quindi a Chongqing, Chengdu e Xi’an. C’è un misto di paura e curiosità che mi attanaglia, o forse è semplicemente preveggenza dell’incontro che sto per fare, che cambierà la mia vita.
“Ho vissuto tanti anni a Chengdu: mia moglie è di Chengdu. Vai lì: la città è bella, il clima è migliore, il cibo è più saporito e le ragazze sono più dolci e belle”.
Tingting si prende una mezz’oretta per organizzarsi e poi mi richiama, passandomi un numero di telefono, quello di una sua cara amica, compagna di liceo, e un nome. Chiamo il numero, voce di donna che parla un buon inglese:
“I am sorry, I hadn’t time to prepare, I have a dinner with some colleagues tonight. But we may meet later, so I can show you a around a little bit”.
“Non sono fortunato” penso. Ceno solo al ristorante dell’Holiday Inn, e poi mi siedo in attesa su una delle poltrone della hall. Davanti a me passa una serie di strani personaggi in abiti di dubbio gusto, invitati a un’esclusivissima festa organizzata da Vogue China. “Non sono fortunato” penso ancora, quando quindici minuti dopo l’appuntamento il mio contatto non si è ancora presentato, e io comincio a sbadigliare.

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